I am grateful to Iacopo Lazzareschi Cervelli from Italy for the following translation:
Tassonomia
Quante
specie di Pleione ci sono?
La
risposta a questa domanda dipende da quale botanico interpellate! La
nomenclatura delle Pleione è in
continuo cambiamento, con nuove specie scoperte e nominate, e qualche specie
precedentemente chiamata che viene rinominata. Queste specie nuovamente scoperte
e i cambiamenti dei vecchi nomi non sono condivisi da tutti. Queste divergenze
di opinione sono riflesse sulle due maggiori e più recenti monografie sulle Pleione.
La prima di Phillip Cribb (con Ian Butterfield), la seconda di Gianantonio
Torelli (vedi la bibliografia). Attualmente Cribb riconosce 19 specie e 6
ibridi naturali. La sua valutazione è basata sull'esame delle piante
nell’erbario, sul campo e in coltivazione, così come con gli studi
sperimentali dei cromosomi e del DNA. Le specie che riconosce sono:
Specie:
albiflora, aurita, bulbocodioides, chunii,
coronaria, formosana, forrestii, grandiflora, hookeriana, humilis, limprichtii,
maculata, microphylla (con riserve), pleionoides, praecox, saxicola, scopulorum,
vietnamensis, yunnanensis.
Ibridi
naturali:
x barbarae, x christianii, x confusa x,
kohlsii, x lagenaria, x taliensis.
Attualmente
Torelli riconosce 22 specie e 5 ibridi naturali, ma con alcune differenze, come
segue:
Specie:
albiflora, aurita, autumnalis,
bulbocodioides, chunii, coronaria, formosana, forrestii, grandiflora,
hookeriana, hubeiensis, hui, humilis, limprichtii, maculata, microphylla,
praecox, saxicola, scopulorum, speciosa, voltolinii, yunnanensis. Inoltre
riconosce la P. amoena come specie
discutibile.
Ibridi
Naturali:
x christianii, x confusa, x kohlsii, x
lagenaria, x taliensis.
Quali
sono le differenze?
I
nomi discussi sono: autumnalis, chunii,
hubeiensis, hui, microphylla, pleionoides, speciosa, vietnamensis, voltolinii
e x barbarae. Le differenze sono le
seguenti:
P.
autumnalis:
Torelli riconosce questa come specie valida; Cribb la considera come una forma
dal piccolo fiore della P. maculata.
P.
chunii: Il nome "chunii"
ha avuto la storia più complessa. Per farla breve Cribb ora crede che questo
nome debba essere applicato correttamente alle piante che precedentemente sono
state chiamate hookeriana var. sinensis (qualche volta denominate hookeriana var. milanii o semplicemente P. milanii). Prima aveva applicato il nome "chunii"
ad una specie che entrambi, sia lui che Torelli, sono ora concordi nel chiamare P. aurita. Torelli ritiene ancora che "chunii" sia usato correttamente per indicare determinate piante
non ancora in coltivazione e conosciute soltanto dai fogli d’erbario. Se fosse
così, ha dichiarato, "P. hookeriana
var. sinensis " dovrebbe correttamente essere denominata P.
sinensis poiché è chiaramente una specie distinta dalla vera P.
hookeriana. (il lavoro sul DNA di Cribb conferma che le piante che ora
chiama P. chunii non sono imparentate
strettamente alla P. hookeriana ma
sono più vicine alla P.aurita).
P.
hubeiensis, P. voltolinii, P. pleionoides e P. speciosa:
Cribb considera la hubeiensis e la voltolinii nient'altro che delle varianti della pleionoides,
che è una specie molto variabile, mentre Torelli le ritiene sufficientemente
distinte da garantire che siano specie separate. Torelli preferisce continuare
ad usare "speciosa" per la
specie che Cribb ora chiama "pleionoides".
P.
hui:
Torelli riconosce questa come una vera specie; Cribb la considerare come
probabile variante cinese della P.
formosana.
P.
microphylla: Torelli
riconosce questa come specie autentica; Cribb crede che anche questa possa
essere una forma cinese della P. formosana
ma si riserva il giudizio fino a che non potrà vedere il materiale vivo.
P.vietnamensis:
Cribb, con alcune riserve, considera questa come una specie distinta imparentata
con la P. praecox. Esiste una forma
della P. praecox descritta qualche
tempo fa come specie separata: la P.
reichenbachiana che Cribb considera appena come una variante della P.
praecox. Torelli considera questa variante come sufficientemente distinta
per garantire la condizione di varietà e la denomina P.
praecox var. reichenbachiana. Fino a che non potrà esaminare gli esemplari
dal vivo della P. vietnamensis, lui,
per ora, la tratta come se fosse P.
praecox var. reichenbachiana.
P.
x barbarae: Cribb applica
"x barbarae" alle piante che
precedentemente sono state ritenute essere varianti rosa della P.
grandiflora e così furono spesso descritte come "grandiflora
rosa". Le analisi recenti del DNA sembrano confermare queste piante
sono ibridi, con una vera P. grandiflora
(bianca) come genitore e con una P. bulbocodioides (o una specie simile) come altro genitore. La
variabilità ed il vigore di queste piante suggeriscono che provengono da una
tribù ibrida con entrambi F1 con incroci fra loro.
Il punto di
vista di Torelli attualmente è incerto se queste piante e le "x
barbarae" (come furono descritte originalmente dal botanico Braem)
siano la stessa cosa. Sul suo sito web ha ancora queste piante denominate come
forme rosa della P. grandiflora.
Ci
sarebbero molti altri nomi, spesso più vecchi, ma non voglio entrare in questo
argomento. Per una discussione più vasta sui sinonimi puoi vedere sia le
pubblicazioni di Torelli che di Cribb.
Quali
nomi uso su questo sito web?
Naturalmente
è difficile per noi dilettanti sapere quali accettare. Mi trovo d’accordo un
po’ con entrambe le parti. Tendo ad essere d'accordo con Cribb riguardo le
"pleionoides" così uso
questo nome e non speciosa, hubeiensis
o voltolinii.
Sono stato
invitato gentilmente da Phillip Cribb all’Orto Botanico di Kew per discutere
lo status delle piante che chiama chunii. Esaminando con attenzione le sue fotografie dell’esemplare
tipo originale di chunii e visti gli
altri dati, ho deciso accettare la sua valutazione, anche se con alcune riserve.
Rimangono alcune discrepanze inspiegabili fra la descrizione scritta originale (fatta
dal botanico Tso), l’esemplare dell’erbario e gli esemplari vivi. È chiaro
che su alcune cose TSO ha semplicemente sbagliato. Per esempio, descrive il tipo
esemplare come avesse lamelle fimbriate sul labbro, mentre è evidente che ha
file di peli e non lamelle.
Sono
pienamente concorde che le x barbarae siano un ibrido naturale. Ho pensato che queste piante
fossero ibridi la prima volta che le ho viste ed ho perfino indovinato i
genitori. Così userò "x barbarae
".
Non
possedendo informazioni sostanziali sulla "microphylla",
sulla "hui", o sulla "autumnalis"
non userò questi nomi.
Tendo
ad essere d'accordo con Torelli circa la P.
praecox var. reichenbachiana e sulla possibilità che la "vietnamensis"
possa essere una variante ulteriore su quel tema, ma penso anche che il giudizio
su questo necessita di rimanere sospeso fino a quando il materiale non diventi
disponibile per un ulteriore esame. La P.
praecox esibisce una discreta quantità di varianti e la mia idea è che
quando avremo molti più esemplari da esaminare, sarà difficile tracciare le
linee di divisione fra le molte varianti. Va detto che la foto della vietnamensis
mostra fiori molto particolari, così posso capire se questi le hanno tributato
lo status di specie.
Così
i nomi che troverete usati nella galleria delle foto ed altrove in questo luogo
saranno:
Specie:
albiflora, aurita, bulbocodioides, chunii,
coronaria, formosana, forrestii, grandiflora, hookeriana, humilis, limprichtii,
maculata, pleionoides, praecox, saxicola, scopulorum, yunnanensis.
Alcune delle
specie non controverse hanno inoltre varietà che vi si presenteranno, come la P.
forrestii var. alba.
Ibridi
Naturali:
x barbarae, x christianii, x confusa, x
kohlsii, x lagenaria, x taliensis.
Sembra
attualmente che io riconosca 17 specie, meno di Cribb o di Torelli. Tuttavia,
questo è in parte dovuto a non avere a disposizione tutto il materiale su cui
esprimere giudizi. Senza dubbio non abbiamo ancora
visto la conclusione degli sviluppi della tassonomia con le Pleione.
Per esempio, è stato suggerito non molto tempo fa che le P. bulbocodioides, le pleionoides
e le limprichtii potrebbero tutte
essere considerare come una specie. Questa idea non è stata pienamente accolta
ancora dai botanici, ma mi domando: fra quanto lo sarà? Mi accorgo che più
piante vedo, particolarmente con quelle nuove introdotte in coltivazione dalla
Cina, più difficilmente trovo ciò per cui distinguerle separatamente; così
come le presunte differenze sembrano tutte diventare sempre meno distinte più
esemplari si esaminano.